Lettera D

DIAGNOSI

Procedura base della medicina consistente in una attenta raccolta della storia clinica del paziente (anamnesi), nell'effettuazione di un'esame fisico e nell'eventuale richiesta di accertamenti strumentali, finalizzata allo stabilire la causa di un determinato disturbo (ad es. la cefalea). Una corretta valutazione diagnostica rappresenta il requisito essenziale per la scelta di un piano terapeutico razionale ed efficace.

(N.d.r La maggior parte dei pazienti cefalalgici giungono ai centri specialistici senza una diagnosi, anche se hanno già effettuato altre visite per il mal di testa. Ad esempio il 45% degli emicranici non ha una diagnosi o ha una diagnosi errata. E' buona norma, al termine di qualsiasi consulto, richiedere al medico, possibilmente per iscritto, la propria diagnosi e discuterla. Solo un paziente edotto sulla propria diagnosi potrà partecipare attivamente e con le giuste aspettative alla propria gestione clinica).

DIARIO (DELLA CEFALEA)

Qualsiasi strumento che consente il monitoraggio temporale della cefalea, dei sintomi associati e dei farmaci utilizzati per essa. Ne esistono di diversa complessità; il diario ideale dovrebbe consentire di appuntare frequenza, durata e intensità della cefalea, orario di insorgenza e termine, presenza e tipologia dei sintomi associati, tipo e numero di farmaci assunti, giorni del ciclo mestruale, ore di sonno ed uno spazio per aggiungere annotazioni particolari.

(Ndr. Molti pazienti considerano inutile o noioso la compilazione del diario. Gli esperti di mal di testa sono concordi nel ritenere che il diario della cefalea rappresenta uno strumento formidabile ed essenziale, sia per il medico che per il paziente, per una corretta gestione clinica del problema, requisito essenziale per la creazione di un programma terapeutico individualizzato).

DIPLOPIA

Sdoppiamento dell'immagine di un oggetto fissato. Quando si associa a cefalea può essere indicativa dell'interessamento delle vie nervose deputate alla motilità dei globi oculari e merita una particolare attenzione diagnostica

DISABILITÀ (correlata alla cefalea)

Qualsiasi restrizione o incapacità a svolgere pienamente e normalmente una attività umana (lavorativa, domestica, socio-ricreativa, famigliare, etc.) a causa della cefalea

(N.d.r. La disabilità legata alla cefalea può essere facilmente misurata attraverso questionari specifici. Quelli più in uso per l'emicrania sono il Migraine Disability Assessment Questionnaire -MIDAS- e l'Headache Impact Test (HIT) - www.midasquestionnaire.com , www.headachetest.com. Ricerche effettuate attraverso questi strumenti hanno messo in evidenza che le cefalee costituiscono una patologia fortemente disabilitante. Secondo uno studio recente dell'Organizzazione Mondiale della Sanità l'emicrania è la dodicesima patologia più disabilitante per le donne - www.who.int/whr/index.htm).

DISARTRIA

Disturbo dell'articolazione della parola per alterazione dei meccanismi neuromuscolari che ad essa presiedono. Può presentarsi, transitoriamente, come sintomi di un'aura basilare (cfr).

DOLORE

Esperienza sensoriale ed emozionale spiacevole associata ad un danno tissutale, reale o potenziale, comunque avvertita nei termini di un possibile danno o minaccia.

(n.d.r. il dolore è una sensazione comune che ognuni conosce o ha provato.

Definire il dolore pertanto, rischia di essere una operazione superflua e riduttiva.

In realtà, la definizione della Associazione Internazionale per lo studio del Dolore (IASP), contiene alcuni elementi di notevole valore informativo.

Il dolore è sempre soggettivo e questo spiega le difficoltà ad analizzarlo e quantificarlo obiettivamente e la necessità di fare continuamente ricorso al racconto del sintomo.

La componente emozionale è fondamentale e costituisce la base per cui l'esperienza del dolore cambia da individuo a individuo, anche in risposta a stimoli di uguale intensità, sulla base delle esperienze sociali, culturali, psicologiche.

La definizione separa il dolore dalla presenza di uno stimolo doloroso. Il dolore di natura psicogena, ovvero quello generato in assenza di una danno tissutale, è spesso indistinguibile da quello determinato da uno stimolo reale)

DOLORE A PUGNALATA

Dolore improvviso, di breve durata ( di solito pochi secondi, massimo un minuto)

DOLORE FACCIALE

Dolore che si manifesta al di sotto della linea che unisce le orbite e la radice del naso e al di sopra del collo.

(n.d.r la distinzione tra cefalea e dolore facciale è convenzionale e non assoluta. In corso di cefalea primaria, ad esempio l'emicrania o la cefalea tensiva, il dolore può essere localizzato anche a livello della faccia)

DOLORE GRAVATIVO/ COSTRITTIVO

Dolore di qualità costante spesso descritto come una fascia che stringe la testa

DOLORE LANCINANTE

Dolore di breve durata, a tipo "scossa elettrica" avvertito lungo il decorso di un nervo o di una radice nervosa

DOLORE PULSANTE

Dolore che ha la variabilità del battito cardiaco, martellante

DOLORE RIFERITO

Dolore percepito in una regione diversa rispetto a quella dove si è attivato il processo doloroso. E' un fenomeno tipico del dolore a partenza da un viscere. Il dolore a livello del braccio sinistro, della mandibola o del collo in corso di infarto del miocardio è un tipico dolore riferito. L'emicrania e la cefalea a grappolo sono dolori viscerali, perché originano dalle meningi e dai vasi cerebrali, e la sede in cui il dolore si manifesta è da considerarsi riferita

DOPPLER

(ed esami diagnostici neurovascolari correlati). Metodica di indagine basata sull'effetto doppler che consente una misurazione non-invasiva, qualitativa e quantitativa del flusso ematico, nonché una valutazione di immagine dei vasi esplorati.

(N.d.r. Sebbene un'esame doppler dei tronchi epiaortici e trans-cranico, sia frequentemente prescritto nella valutazione diagnostica delle cefalee primarie, la sua utilità, indipendentemente dalla raffinatezza tecnica della metodica, è limitata a pochi casi selezionati, allo studio della comorbilità cardio-vascolare ed alla ricerca).