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Cefalee Today - Numero 3, Agosto 1999

La cefalea che rimbalza

I farmaci sintomatici per il mal di testa funzionano bene se si usati occasionalmente, ma se assunti con una certa frequenza, la maggior parte di essi produce una cefalea "da rimbalzo" da analgesici e un progressivo aumento degli episodi di cefalea. Quando si arriva a questo stadio (abuso di analgesici), un uso eccessivo di farmaci analgesici può trasformare una cefalea episodica in una forma cronica quotidiana. L'abuso di analgesici può condurre anche ad una dipendenza psicologica e fisica dal farmaco; infatti, se il paziente cerca di interrompere l'analgesico, la cefalea peggiora sensibilmente. E' noto, inoltre, che l'abuso di analgesici interferisce a livello recettoriale con i farmaci di prevenzione che non risultano più efficaci.

I sintomi della cefalea da abuso di analgesici sono simili a quelli della cefalea di tipo tensivo anche se, talvolta, la cefalea si può intensificare fino a sviluppare un vero e proprio attacco di emicrania. Il paziente con una cefalea quotidiana, pressoché costante, ha molte possibilità di sviluppare una depressione o aggravare un disturbo dell'umore preesistente. Spesso l'irritabilità, la difficoltà di concentrazione e altri sintomi neuropsicologici completano questo complesso quadro clinico.

In genere i pazienti che hanno una cefalea da abuso/dipendenza da analgesici assumono un solo tipo di farmaco, ma in molti altri casi ne assumono due o tre tipi differenti. La maggior parte degli analgesici possono causare una cefalea "da rimbalzo" ma i farmaci contenenti aspirina, indometacina, barbiturici e caffeina, se presi per più di 4 volte alla settimana rappresentano un campanello d'allarme per una cefalea da farmaci. L'assunzione di farmaci analgesici "da banco", cioè senza prescrizione, anche se solo 2-3 aspirine al giorno tutti i giorni, può provocare una cefalea da farmaci. Negli ultimi anni anche i nuovi farmaci antiemicranici (i triptani) hanno evidenziato una potenzialità a creare dei quadri clinici simili a quelli descritti.

L'unico modo per trattare una cefalea da analgesici è interrompere l'assunzione del farmaco in questione. Mentre alcuni farmaci possono essere interrotti di colpo, altri vanno ridotti progressivamente per evitare una vera e propria sindrome da astinenza. Entro le 3-6 settimane dalla sospensione del farmaco il paziente comincia a stare meglio e a rispondere nuovamente ai farmaci di prevenzione. La maggior parte dei pazienti con cefalea da abuso/dipendenza da analgesici necessitano di un trattamento di disintossicazione controllato in ambiente specialistico.

Fabio Antonaci

A proposito di sofrologia

La Sofrologia (dal greco SOS = armonia, FREN = mente, coscienza, LOGOS = scienza, studio), nata nel 1960 ad opera dello neuropsichiatra spagnolo A. Caycedo, allievo di L. Binswanger, è una disciplina medica che, con il suo approccio olistico alla persona, consente di raggiungere un armonioso equilibrio di tutte le sue strutture psico-fisiche.

Le metodiche sofrologiche, statiche e dinamiche, basate sulle più recenti conoscenze neurofisiologiche e biochimiche, utilizzano modificazioni consapevoli degli stati e dei livelli di coscienza, inserendosi nelle normali prassi diagnostiche, terapeutiche e nella profilassi.

La Sofrologia, favorendo la nascita di una consapevolezza individuale e la responsabilizzazione personale, che modificano profondamente i rapporti di ciascuno con se stesso e con la realtà che lo circonda, consente la risoluzione di varie patologie, in particolare quelle legate allo stress. Le cefalee rientrano, come documentato dalle numerose pubblicazioni scientifiche internazionali, a pieno titolo fra le patologie da stress.

Possiamo concludere, quindi, che la sofrologia si colloca come un nuovo presidio terapeutico e di prevenzione, che può anche affiancare e integrarsi con quelli abitualmente impiegati nelle varie discipline e specialità mediche. E' inoltre da sottolineare, fatto socialmente rilevante, che le metodiche sofrologiche non comportano necessariamente l'impiego di tecniche o strumenti razionali utilizzabili solo da individui di un certo livello culturale e che trovano indicazione nell'applicazione a persone di qualsiasi età e a gruppi più o meno numerosi.

E.S.

Vincent Van Gogh soffriva di attacchi emicranici molto intensi. Le sue opere impressioniste comprendono alcuni dei più noti (e costosi) capolavori artistici mai creati, come "I girasoli" e "Gli Iris". E' verosimile che i colori delle pennellate che caratterizzano molte delle opere di Van Gogh siano stati ispirati dai disturbi visivi delle sue emicranie con aura.

 
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