Ben ritrovati, amiche e amici, e scusate il ritardo, ma spesso le incombenze si affastellano e diventa complicato far combaciare
tutti gli impegni. Spero abbiate iniziato l’anno col piede giusto. Certo, le notizie nazionali e internazionali non sono incoraggianti,
a partire dalla tragedia di Crans-Montana nella notte di Capodanno, il disastro ferroviario in Spagna e i danni dell’uragano Harry
nel sud Italia (per non parlare dei vari venti di guerra). Sia sui social che in ambulatorio ho raccolto tante testimonianze di pazienti che si dicono molto angosciati per quanto sta accadendo. Tuttavia, dobbiamo andare avanti, senza perderci d’animo. Quindi, senza indugio andiamo a vedere cosa succede nel mondo del mal di testa.
Innanzitutto, nel 2026 ricadono due cinquantenari molto importanti. Uno è di interesse globale: sono infatti 50 anni che esistono le terapie basate sulla produzione in laboratorio di anticorpi monoclonali. Si tratta di una tecnologia ormai centrale nella diagnostica e nella cura di numerose malattie, il cui potenziale non è ancora pienamente sviluppato e che, da circa 10 anni, trova applicazione anche nel nostro settore, con molecole sviluppate per bloccare il famigerato peptide CGRP o il suo recettore. L’altro anniversario, invece, è quello dei 50 anni della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), società molto vicina alle nostre attività associative e tra i cui fondatori vi sono stati nomi a cui la nostra associazione deve molto. Uno su tutti, il professor Giuseppe Nappi di Pavia.
Vi do, poi, un aggiornamento sulla vicenda rimegepant come farmaco per la terapia in acuto, di cui abbiamo parlato nello scorso numero. Un po’ alla volta, la situazione si sta sbloccando: ci giungono segnalazioni da pazienti di varie sedi lungo la Penisola, che ci dicono di aver ottenuto il farmaco senza problemi. Nei primissimi giorni di dispensazione, c’erano stati problemi con alcune farmacie, poi rientrati. Adesso i pazienti riescono ad ottenere 24 compresse a trimestre, sta a noi clinici esser bravi per fare in modo che tale dose sia sufficiente. Come fare? Beh, innanzitutto, con una profilassi valida. E qui ci sono pure alcune novità. Se ricordate, ne abbiamo parlato nell’intervista dello scorso numero, il rimegepant non era prescrivibile a chi stesse già facendo una terapia preventiva rivolta verso il CGRP. Ebbene, questo divieto è ora caduto per gli anticorpi monoclonali, cosicché i pazienti possano effettivamente avere una chance terapeutica in più, con meno giorni di cefalea e trattamenti sintomatici più moderni.
Veniamo adesso ai contenuti del nostro bollettino, che spero siano di vostro interesse. Inizierei presentandovi il libro della professoressa Marina de Tommaso, per l’appunto presidentessa della SISC, nonché una grande amica della nostra associazione (protagonista dell’intervista presente nel precedente numero unitamente al prof. Barbanti), che infatti ha deciso di devolvere a noi una part del ricavato della vendita del suo volume. Si tratta di un’iniziativa che davvero ci lusinga, ma, a prescindere, vi avremmo suggerito di leggerlo perché è un excursus sulla storia dell’emicrania, partendo da un racconto familiare che non ha nulla da invidiare alle atmosfere create da Gabriel García Márquez, in cui è spiegata al paziente la fisiopatologia e la clinica del mal di testa.
Per l’intervista, invece, il nostro Roberto Nappi ha parlato con il dottor Francesco Casillo, neurologo e cefalologo esperto della compresenza di cefalea e patologie oculistiche, chiedendogli della relazione tra vista, occhi e mal di testa, fornendoci un excursus che non si limita alle sole cefalee oftalmiche previste nella classificazione internazionale delle cefalee. La scelta di affrontare questo argomento ci è stata suggerita proprio da voi che ci seguite. Infatti, con la ripresa dell’anno scolastico, molti post sui social hanno riguardato la relazione tra vista e cefalea. Abbiamo pensato fosse giusto fare chiarezza e quanto è emerso nell’intervista è davvero “gustoso”. Penso che sull’argomento dovremmo e potremmo fare molto di più.
Dopo la pausa estiva, torna la rubrica de “La cefalea in cucina” con la nostra collaboratrice storica, la dottoressa Eleonora Di Pietro, biologa nutrizionista e membro dell’Associazione Eupraxia. In questo numero presenta i risultati di un recentissimo studio clinico condotto su un ingrediente un po’ inusuale eppure tutt’altro che irreperibile nel nostro paese: l’estratto di vinaccioli, cioè i semi dell’uva. Incredibile a dirsi, ma abbiamo scoperto che li si studia da anni in vari modelli sperimentali di dolore, con particolare attenzione all’emicrania, e finalmente è stato presentato uno studio clinico condotto sull’uomo, con risultati davvero incoraggianti. Insomma, ci sarebbe da chiedersi se, dopo tanta demonizzazione del principale derivato dell’acino d’uva, il vino, non si possa invece rivalutare il suo più umile derivato, il seme. Infine, per la rubrica Amarcord, abbiamo ripescato dai nostri archivi un breve articolo della prof.ssa Cristina Tassorelli in cui nel lontano 2001 era spiegato in modo semplice cosa fosse l’aura emicranica.
Come sempre, spero che gli argomenti siano di vostro gradimento.
Buona lettura e fateci sapere i vostri commenti.

