Negli ultimi giorni sono circolate sui social segnalazioni e accuse riguardanti una presunta “chiusura” del Centro Cefalee del Policlinico di Modena e una conseguente difficoltà di accesso alle cure per le persone con cefalea ed emicrania.

Come Presidente di Alleanza Cefalalgici, associazione di pazienti che collabora attivamente con la Rete dei Centri Cefalee dell’Emilia-Romagna, ritengo fondamentale fornire informazioni corrette e contestualizzate, nell’interesse dei pazienti e della tutela del diritto alla salute.

Una riorganizzazione, non una chiusura

Nella Provincia di Modena è stata avviata la Rete Cefalee, un nuovo modello organizzativo nato dalla collaborazione tra Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena e AUSL di Modena, all’interno del PDTA interaziendale per la gestione del paziente adulto con cefalea non traumatica.

L’obiettivo non è ridurre l’assistenza, ma migliorarla, rendendo il percorso:

  • più chiaro,

  • più rapido,

  • più appropriato rispetto ai bisogni clinici di ciascun paziente.

Il Centro Cefalee di riferimento continua a esistere all’interno di questo nuovo assetto, ma opera in modo integrato con il territorio e con i diversi livelli di cura.

Cosa cambia concretamente per i cittadini

Grazie alla Rete Cefalee:

  • si riducono i tempi di diagnosi evitando attese inutili;

  • ogni paziente viene indirizzato al livello di cura più adeguato;

  • si migliora l’appropriatezza delle terapie;

  • si limita il ricorso improprio al Pronto Soccorso;

  • si garantisce maggiore equità di accesso su tutto il territorio provinciale.

Questo significa che non tutti i pazienti devono accedere direttamente al Centro specialistico, ma che ciascuno viene accompagnato lungo un percorso costruito sulle proprie esigenze cliniche.

Il ruolo centrale del Medico di Medicina Generale

Il Medico di Medicina Generale rappresenta il primo punto di riferimento per le persone con cefalea. Attraverso criteri condivisi:

  • gestisce le forme più comuni;

  • attiva rapidamente la consulenza neurologica quando necessario;

  • indirizza i casi più complessi verso i Centri Cefalee di II e III livello.

Questo approccio consente una presa in carico continuativa e riduce il rischio di percorsi disorganizzati e frustranti per il paziente.

Le criticità esistono, e vanno affrontate

Come associazione di pazienti non neghiamo che possano esistere criticità nella fase di avvio, soprattutto sul piano della comunicazione e dell’orientamento dei cittadini.

Proprio per questo Alleanza Cefalalgici ha seguito da vicino il lavoro sul PDTA, partecipando al confronto con le istituzioni affinché la riorganizzazione producesse un reale miglioramento dei tempi di accesso e della qualità delle cure.

Raccogliere le segnalazioni dei pazienti e portarle ai tavoli decisionali fa parte del nostro ruolo.

Una sanità che cambia ha bisogno di informazione corretta

La salute non è un gioco e nemmeno un terreno per semplificazioni o allarmismi.
La Rete Cefalee della Provincia di Modena rappresenta un passo importante verso una sanità più integrata, più equa e più vicina alle persone.

Come Alleanza Cefalalgici continueremo a:

  • informare correttamente i pazienti;

  • collaborare con le istituzioni sanitarie;

  • vigilare affinché nessuno venga lasciato indietro.

Perché dietro ogni percorso, ogni PDTA, ogni riorganizzazione, ci sono persone reali che chiedono solo una cosa: essere curate con dignità e competenza.