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Cefalea Cronica malattia invalidante: cosa cambia con la nuova legge

Nell'ambito del 34° Congresso Nazionale SISC, venerdì 25 settembre alle 14.30 si svolgerà in forma virtuale una Tavola Rotonda dal titolo "Cefalea Cronica malattia invalidante: cosa cambia con la nuova legge" promossa da Alleanza Cefalalgici-Fondazione CIRNA Onlus con il contributo non condizionato di Novartis. Per poter assistere all'evento è necessario registrarsi gratuitamente al seguente link:
https://prosperomultilab.zoom.us/webinar/register/WN_U54LgU2KRAuSPZ4Efw3L1Q

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Nuovo numero di Confinia Cephalalgica et Neurologica 1/2020

Il nuovo numero 1/2020 della rivista è disponibile ora a questo link https://mattiolihealth.com/e-online-confinia-cephalalgica-et-neurologica-1-2020/.

SOMMARIO

EDITORIALE

Editoriale – Paolo Mazzarello

DALLA RICERCA

Evoluzione del sistema renina-angiotensina: dai cordati ai primati – Roberto Fogari, Giuseppe Derosa, Angela D’Angelo, Alfredo Costa

Le cefalee al tempo del COVID-19: revisione della recente letteratura e nuovo approccio gestionale dei pazienti cefalalgici – Elena Guaschino, Cristina Tassorelli, Roberto De Icco, Vito Bitetto, Gloria Vaghi, Giorgio Sandrini, Grazia Sances

A importância do brandy equity no comportamento natural humano: um estudo com eyetracking – Catarina Abreu, Hugo De Almeida, Sónia Brito-Costa, Franco Lucchese, Juan José Maldonado Briegas, Ana Isabel Sanchez Iglesias, Florencio Vicente Castro

STORIA DELLA MEDICINA

The historical roots of the Golgi Museum of the University of Pavia - Valentina Cani, Paolo Mazzarello

CONVEGNI E SIMPOSI

CONSENS-Latin American Consensus for the Internationalization in Postgraduate Education. Project evolution, communication objectives, web and social networks - Santiago Gerardo Spadafora, Federico Gomez, Franco Lucchese, Giuseppe Nappi

ANASTATICA - ARTICOLI DA NON DIMENTICARE

MENTE E CERVELLO. Integrare le conoscenze per comprendere il comportamento – Tomaso Vecchi

IN MEMORIAM

“In Memoriam” of Arrigo Moglia - Enrico Alfonsi

The Migraine Movement, la nuova campagna di EMHA

La European Migraine and Headache Alliance (EMHA), la federazione delle principali associazioni europee di pazienti con emicrania e altri tipi di cefalee, ha lanciato una nuova campagna di sensibilizzazione a favore di chi soffre di emicrania denominata The Migraine Movement. Tutti possono unirsi al movimento in diversi modi. Scopri i dettagli sul sito ufficiale https://themigrainemovement.com

Differenze di genere nella malattia da SarS-Cov2

È di osservazione comune che esistano differenze cliniche significative nella gravità del COVID-19 tra uomini e donne. I tassi di infezione sono simili in entrambi i gruppi; tuttavia, il rischio per gli uomini del supporto ventilatorio o di morire è molto più elevato rispetto alle donne. I tassi di intubazione e morte negli uomini si aggirano intorno all’80% rispetto al 20% tra le donne. Le donne con COVID-19 in terapia intensiva tendono ad essere in età post-menopausale, quando la secrezione degli steroidi sessuali è ridotta o assente.

Il fatto di essere donna in età fertile, ed anche di essere in gravidanza, offre un certo grado di protezione per quanto riguarda la gravità della malattia, probabilmente legato alla secrezione di progesterone, ormone dotato di proprietà anti-infiammatorie e immunomodulanti.

Durante il decorso di COVID-19, una delle complicanze più temute è la cosiddetta “tempesta di citochine” che si caratterizza per una risposta iperattiva del sistema immunitario. Il fenomeno è osservato più frequentemente nei maschi, nelle persone anziane e nelle persone obese e può essere collegato a differenze nell’assetto ormonale delle gonadi e ipofisario.

Alcuni studi suggeriscono che le differenze di età e sesso nella gravità dei sintomi di COVID-19 possono essere dovute alla carenza estrogenica. Sappiamo che i recettori degli estrogeni esistono nel sistema vascolare e nei polmoni e che, in qualche modo, gli estrogeni possono svolgere un ruolo protettivo nelle donne più giovani, in premenopausa. L’espressione dell’ACE2, da cui dipende l’infezione da SARS-CoV-2, è maggiore nel sesso maschile e sembra essere influenzata dai livelli circolanti di testosterone, ormone coinvolto nella patogenesi di fenomeni tromboembolici, collegati alla letalità da COVID-19.

Inoltre, la carenza di vitamina D, particolarmente frequente nelle persone obese e nei maschi di età avanzata, sembrerebbe favorire l’aggravarsi dell’infezione dell’apparato respiratorio, aumentando la letalità. È noto che la secrezione di GH (ormone della crescita) è maggiore nelle donne e si riduce con l’età e nelle persone obese. Il GH è prodotto dall’ipofisi ed è fondamentale per lo sviluppo ed il mantenimento del sistema immunitario. Il suo declino con l’età e l’obesità provoca alterazioni in più sistemi, incluso il sistema immunitario che stressano l’organismo ed aumentano la suscettibilità alle malattie.

 

Prof.ssa Carla Lubrano
Specialista in Endocrinologia,
Sapienza Università di Roma

Gestione del paziente cefalalgico cronico a distanza: la telemedicina dell’IRCCS Mondino in epoca Covid-19

In un periodo di emergenza sanitaria come quella che stiamo vivendo dalla fine del febbraio scorso, i pazienti affetti da disturbi cronici si sentono sicuramente sopraffatti da necessità differenti ed, in un certo modo, sottovalutati dal punto di vista assistenziale.

Ciò avviene non tanto per la mancanza di supporto in senso stretto, bensì per l’impossibilità e la non sicurezza di potere accedere al contatto diretto con il medico di riferimento.

Proprio per questa ragione era più che mai necessario attivare un metodo per garantire una continuità assistenziale che non fosse solo il contatto mail o, più difficilmente, in un contesto simile, quello telefonico.

La trasformazione tecnologica della medicina tradizionale, la Telemedicina, rappresenta sicuramente una rivoluzione sociale e culturale che facilita la comunicazione tra medico e paziente. Comprende, in generale, il telemonitoraggio, la tele-formazione-educazionale, il teleconsulto e la tele-assistenza. Quest’ultima implica l’interazione tra professionista sanitario e paziente e/o caregiver, rendendo possibili l’erogazione di servizi sanitari, la diagnosi, la terapia ed i controlli a distanza, garantendo, insomma, al paziente il consulto del medico. In Italia, però, un simile approccio resta ancora in fase di sviluppo, le esperienze sono poche, limitate ad alcune realtà e portate avanti con fatica. Al contrario, in molti paesi europei (Svezia, Norvegia, Regno Unito e Spagna) è diffuso già da tempo.

Sebbene di per sé non possa sostituire completamente il tradizionale rapporto medico-paziente, la Telemedicina può senz’altro affiancarlo e, tramite canali di comunicazione e tecnologie innovative, può migliorare l’assistenza sanitaria specie per quei pazienti affetti da patologie croniche, come la cefalea.

Alla luce della richiesta di molteplici consulti e della necessità di garantire supporto ai nostri pazienti affetti da cefalea, tramite la creazione di una piattaforma digitale appositamente selezionata per garantire efficienza e sicurezza (in primis la tutela del trattamento dei dati sensibili personali), siamo riusciti, nel nostro Istituto Neurologico IRCCS C. Mondino di Pavia ad avviare un servizio di visite neurologiche a distanza.

Ad oggi, sono state effettuate dalla metà di aprile circa 30 visite neurologiche a distanza, comprensive di stesura di un referto, indicazioni e prescrizione di terapie specifiche, effettuate a seguito di adeguata richiesta da parte dei medici curanti di “controllo neurologico”.

Il servizio offerto dall’Istituto Mondino di Pavia non si limita quindi ad un consulto specialistico on line, ma ad un colloquio video-telefonico in tempo reale che simula una visita ambulatoriale face-to-face. Questa procedura, almeno nell’ambito di una patologia cronica come la cefalea, può efficacemente sostituire in alcuni periodi la consueta visita neurologica di controllo.

 

Dott.ssa Elena Guaschino
US Diagnosi e Cura Delle Cefalee - IRCCS C. Mondino, Pavia

Stress da Coronavirus e lockdown: come lo vive un cefalalgico

Dott.ssa Galli, esiste un legame tra le situazioni stressanti e le cefalee?

Il legame tra cefalee e stress è esperienza comune nei cefalalgici, anche se in termini scientifici deve essere meglio compreso. Il concetto di “stress” può essere letto in modi diversi, con connotati e contenuti che sono declinabili in termini molto individuali. Alcune persone possono, ad esempio, risentire negativamente di un’alterazione dei ritmi sonno-veglia, di un pasto saltato, altri possono presentare una cefalea come conseguenza di situazioni particolarmente ansiogene o di rabbia non manifestata. Occorre, però, una suscettibilità individuale a manifestare una cefalea, una risposta legata alle peculiarità del Sistema Nervoso Centrale. In termini scientifici, non sappiamo perché un individuo tenda a sviluppare cefalea e un altro dolori addominali o gastrite.

 

Il particolare momento storico che stiamo vivendo, la paura del contagio o il lockdown quali conseguenze possono aver avuto sui pazienti cefalalgici?

Si tratta di un aspetto molto interessante che però stiamo ancora cercando di capire con studi scientifici, ma ancora non abbiamo dati certi su questo fronte. Sicuramente, torniamo ad avere a che fare con risposte molto individuali. Sicuramente, l’ansia marcata di contrarre il virus, la conoscenza diretta di individui affetti, il sovraccarico mentale di dovere conciliare smart working e impegni familiari, il vivere in nuclei familiari disfunzionali possono avere fatto la differenza, soprattutto in individui che presentavano già caratteristiche di personalità ansioso-depressive.
Il lockdown può, invece, avere rappresentato per altri un momento in cui è stato possibile “scalare una marcia”, con un rallentamento dei ritmi individuali, il ritrovarsi a vivere situazioni familiari in cui si è potuto stemperare il ritmo e la pressione imposta dall’agenda da rispettare. In queste situazioni mi aspetterei un miglioramento complessivo del paziente cefalalgico.

 

Il senso di solitudine imposto dal lockdown (quindi impossibilità a frequentare amici e parenti, eccetto quelli conviventi) può aver influito negativamente sui pazienti cefalalgici?

"L’uomo è un animale sociale", lo diceva già Aristotele nel IV secolo A.C. Credo che questa situazione che ci siamo tutti trovati a vivere improvvisamente abbia influito negativamente su tutti noi e non credo specificatamente sul paziente cefalalgico. Abbiamo, però, avuto la fortuna di vivere questa pandemia in un periodo storico in cui è possibile coltivare tante relazioni in modo virtuale, in cui abbiamo continuato a lavorare grazie allo smart working, alla telemedicina, alla teledidattica.

Mi rendo conto che sono relazioni virtuali, ma pur sempre relazioni. Un rischio che invece vedo per il cefalalgico (ma non solo) è che l’eccesso di utilizzo della tecnologia porti ad un incremento di comportamenti di dipendenza da essa (“internet addiction”), un fenomeno che ben conosciamo negli adolescenti e che può portare anche (ma non solo) ad un incremento delle crisi cefalalgiche. Il rientro alla normalità di una sana vita sociale non sembra al momento essere dietro l’angolo, ma confido intanto in meccanismi di auto-contenimento e regolazione nell’utilizzo di smartphone e internet in adulti e bambini.

 

Il distanziamento sociale ha incentivato il telelavoro, cosa che ha riguardato anche professionisti sanitari. Ritiene questa una buona possibilità anche per la psicoterapia e il mutuo sostegno dei pazienti?

Credo che questa pandemia, di cui tutti abbiamo vissuto le conseguenze, abbia rappresentato su tanti fronti un punto di non ritorno, proprio perché abbiamo capito che tante novità che sono state introdotte possono veramente funzionare. Questo riguarda anche i cambiamenti che sono stati imposti dal telelavoro, dalla telemedicina, dalla teledidattica, dalla psicoterapia fruibile online, modalità di lavoro che esistevano già, ma che la "sperimentazione sul campo", in maniera obbligata, ha definitivamente sdoganato e messo sugli scranni più alti.

Non ritengo, però, che la sacralità della relazione umana e sociale possa essere sacrificata sull’altare del virtuale, ma in questo momento storico gli strumenti virtuali sono stati sicuramente all’altezza delle prove di efficacia. Credo molto anche nel mutuo sostegno dei pazienti, sia per i gruppi già esistenti che si sono meglio organizzati nelle loro attività a distanza, che per i gruppi nuovi che sono nati sulla scia dell’emergenza sanitaria (basti pensare a quanti gruppi spontanei sono nati anche solo su Facebook).

Da una situazione che ha portato tanto dolore, mi auguro possano nascere opportunità di aggregazione (anche virtuali) che siano di beneficio a livello individuale e collettivo.

 

Intervista a cura di Roberto Nappi

Editoriale - Cefalee Today n.123

Ben ritrovati, amiche e amici. Dall’ultima uscita del nostro rotocalco sono successe molte cose nel Paese e la vita di tante persone è stata stravolta. Voglio innanzitutto esprimervi la vicinanza mia e di tutto il comitato editoriale 'Cefalee Today' e sono davvero molto felice di ritrovarvi. La vita va avanti e dobbiamo mostrarci tutti all’altezza della situazione, soprattutto perché ci troviamo adesso a cavallo delle più delicate riaperture, tra attività già tornate a funzionare ed altre ancora bloccate (e tra queste ultime, ahimè, anche le varie attività ambulatoriali).

Dal 3 giugno dovrebbero riaprire gli ambulatori in molti Centri Cefalee italiani (non esiste un calendario unico nazionale, quindi vi conviene provare a contattare direttamente i Centri di riferimento per conoscere la situazione aggiornata) e dovrebbe essere nuovamente possibile spostarsi tra le regioni.
Tutto sembrerà tornare ad essere un po’ come prima, anche se il ritorno alla normalità per ora è ancora al di là da venire. Quindi, prestate attenzione e continuate a comportarvi bene, come avete fatto fin ora (l’Italia è stata tra i migliori paesi nel rispettare il lockdown).

Piccola nota positiva, giusto per non perdere la speranza per la ripartenza: notizia di questi giorni, pare che finalmente si sia sbloccata la vicenda della rimborsabilità degli anticorpi monoclonali, a breve ne sapremo dii più ma pare che uscirà in Gazzetta Ufficiale tra un mese, con tutte le specifiche per sapere in quali centri si potrà ricevere la prescrizione di questi farmaci e per chi essi saranno rimborsabili.

Veniamo a parlare del numero di maggio di ‘Cefalee Today’. Come avrete capito, anche questo numero sarà molto incentrato sull’impatto che il COVID-19 ha avuto sulla nostra vita da cefalalgici.
Inizieremo, quindi, con l’intervista che il nostro Roberto Nappi ha fatto alla dottoressa Federica Galli, psicologa clinica presso l’ASST SS. Paolo e Carlo di Milano e che per svariati anni ha svolto attività di ricerca proprio all’interno dei Centri Cefalee di Roma La Sapienza e dell’Istituto Mondino di Pavia. La dott.ssa Galli ci parlerà dello stress da coronavirus per i nostri pazienti cefalalgici. Sembra pleonastico, ma il legame tra stress e cefalea è bidirezionale: l’uno aggrava l’altra, e viceversa. Agli stress, tristezze, dolori ed incertezze di questi giorni i nostri pazienti hanno dovuto subirne pure un altro a cui accennavamo prima, l’impossibilità ad esser visitati durante il periodo di confinamento. Ricevo le vostre mail e i vostri messaggi, so che per molti di voi tutto ciò è stato davvero pesante.

Tuttavia, i Centri Cefalee non si sono mai davvero e del tutto bloccati, grazie all’organizzazione di alcune esperienze assistenziali alternative quali la telemedicina. Infatti, in un momento in cui tanti pazienti che curano patologie potenzialmente fatali hanno dovuto sospendere il proprio percorso di cure e follow-up, alcuni centri cefalee non si sono arresi. È il caso del Mondino di Pavia, che ha implementato un servizio di telemedicina dedicato proprio ai pazienti cefalalgici. Ci racconta questa esperienza la dottoressa Elena Guaschino, neurologa dell’US Diagnosi e Cura delle Cefalee dell’IRCCS C. Mondino di Pavia. La recente epidemia ha sdoganato questo tipo di gestione a distanza del paziente ambulatoriale, che talvolta può essere preferita da chi debba spostarsi per recarsi a visita nel centro di fiducia, magari molto distante dalla propria abitazione. Gli ordini dei medici e l’Istituto Superiore della Sanità hanno dato delle direttive in tal senso e siamo tutti davvero molto curiosi di sapere se nell’eredità che la pandemia ci lascerà ci sarà pure questa nuova modalità assistenziale.

Lo sapete tutti, molti dei pazienti cefalalgici sono donne, persone nelle quali il COVID-19 è sembrato essere meno aggressivo. Come mai? Così come nello scorso numero, ospitiamo un articolo extra per affrontare un argomento avente a che fare con il COVID-19, ma di interesse per la nostra popolazione di pazienti. La professoressa Carla Lubrano, endocrinologa dell’Università Sapienza di Roma, ci spiegherà come mai esiste questa differenza tra uomini e donne nelle manifestazioni della malattia. Chissà se alcune di queste differenze non abbiano a che vedere anche con le differenze osservate nella prevalenza dei diversi tipi di ma di testa.

Infine, la nostra rubrica “cefalea in cucina” ospita l’intervento della dottoressa Angela Moneta, vecchia conoscenza del nostro rotocalco. Specialista in Igiene e in Scienze della Nutrizione, ci parlerà dello stretto legame esistente tra alimentazione e mal di testa (con particolare riferimento all’emicrania), proprio con il punto di vista di chi ha un osservatorio privilegiato in virtù del suo background specialistico e avendo avuto l’incarico per tanti anni della direzione sanitaria di strutture in cui operavano centri cefalee.

Come sempre, spero che gli argomenti siano di vostro gradimento. Buona lettura e fateci conoscere i vostri commenti.

Dott. Cherubino Di Lorenzo
Direttore Scientifico Cefalee Today

XII Giornata Nazionale del Mal di testa

Carissime e carissimi,
in occasione della giornata del mal di testa tenutasi sabato 9 maggio, Al.Ce. (Alleanza Cefalalgici) ha pensato di farvi sentire la sua vicinanza con alcuni video.

Per questa occasione, ha chiesto alla Dottoressa E. Guaschino e al Dottor C. Di Lorenzo, neurologi esperti in cefalee, di rispondere alle Vostre domande.

Le domande dovranno pervenire alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. non più tardi di martedì 12 maggio 2020
I nostri specialisti risponderanno con un video che verrà pubblicato nel nostro Gruppo Facebook.

Carissimi saluti
Al.Ce. Group Italia

 

Guarda i video nella sezione Interviste Web/TV del sito

Gruppi di aiuto per pazienti con cefalea - incontri in videochiamata

Carissime, carissimi,
Da tempo mi collego in video-chiamata con persone che hanno la necessità di trovare un po’ di sostegno per quello che riguarda la gestione del loro MAL DI TESTA. Visto il gradimento dell’iniziativa, ho pensato di organizzare video-chiamate via Skype.

Ad ogni video-chiamata parteciperanno 4 persone contemporaneamente e avrà la durata di circa un’ora.
Chi fosse interessata/o è pregato di contattarmi alla mia mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Per motivi organizzativi, non riuscirò a tenere in considerazione messaggi WhatsApp e messaggi di Messenger, quindi siete pregate/i di contattarmi solo via mail.

A presto.

Lara Merighi coordinatrice laica di Al.Ce. Group Italia.
Facilitatrice e attivatrice di risorse per Gruppi di Auto Aiuto.

1° Quaderno dell'Emicrania - Fondazione The Bridge

E' con piacere che divulghiamo il 1° quaderno del 2020 di Fondazione The Bridge (www.fondazionethebridge.it) in cui viene trattato il tema dell’emicrania. Dopo una fase di analisi sulla letteratura grigia, un confronto durato mesi con stakeholder di riferimento e con alcune associazioni di pazienti e, infine, con l’incontro che ha visto partecipe il 4 dicembre 2019 in Regione Lombardia anche la nostra Lara Merighi in rappresentanza di Al.Ce., Fondazione The Bridge ha prodotto e riassunto tutto il lavoro all’interno di questo quaderno. Come è stato più volte sottolineato durante l’evento in Regione, questa patologia viene spesso sottostimata, motivo per cui Fondazione The Bridge ha deciso di analizzare la tematica "emicrania" per sensibilizzare payer e decisori regionali in merito all’impatto sociale ed economico dell’emicrania cronica ed alla conseguente necessità della sua presa in carico. Il progetto è stato realizzato con il supporto incondizionato di Novartis.

Quaderno Emicrania - Fondazione The Bridge

Editoriale - Cefalee Today n.122

Maledetto coronavirus! Inutile girarci attorno questo virus che ci sta condizionando la vita negli ultimi giorni non poteva non condizionare anche le nostre scelte editoriali per questo numero di ‘Cefalee Today’.

Avevamo improntato il numero precedente all’augurio per il decennio di belle speranze che si dischiudeva dinanzi a noi e speravamo di poter festeggiare con questo numero i primi traguardi del cambiamento auspicato. L’Agenzia Europea del Farmaco si doveva pronunciare sull’uso degli anticorpi monoclonali anche nella cefalea a grappolo (e dopo il parere favorevole dell’omologa agenzia USA pareva fosse tutto una formalità), ma è arrivato un responso negativo in tal senso, invitando a fare ulteriori studi (quindi un rinvio sine die). Poi si doveva ottenere finalmente il passaggio in fascia A (a totale carico del Sistema Sanitario Nazionale) degli anticorpi monoclonali per i pazienti emicranici cronici e ad alta frequenza, mentre prima di metà mese sarebbe anche dovuta arrivare l’approvazione definitiva e bipartisan da parte del Senato della Repubblica dl disegno di legge che riconosce la cefalea cronica come una condizione ad impatto sociale. Purtroppo, anche questi due eventi sono sfumati: altre priorità sono sopraggiunte in uno scenario inatteso in cui migliaia di persone lottano tra la vita e la morte, mentre interi territori sono messi in una rigida quarantena. Tutto a causa di questo famigerato coronavirus responsabile del Covid-19, la pandemia (ormai l’OMS l’ha definita così) che tanto duramente si è accanita proprio sul nostro territorio nazionale.

Tutto lo staff di ‘Cefalee Today’, non solo per motivi di prossimità territoriale, è vicino alle famiglie colpite dalla malattia e agli eroi (infermieri, medici, operatori, tecnici, biologi, ma anche personale amministrativo e guardie giurate, chiedendo fin d’ora scusa se ho dimenticato qualcuno) che in questi giorni, a rischio della propria incolumità lavorano nelle strutture sanitarie per dare sollievo e supporto ai malati.

Pertanto, in via del tutto eccezionale, ospiteremo in questo numero, una considerazione del dottor Biagio Ciccone su quanto sta succedendo, sono parole di speranza che ci sentiamo di sottoscrivere e divulgare.

Cosa avevamo pensato di proporvi per il numero di marzo di ‘Cefalee Today’? Sperando nella pronuncia favorevole sulla rimborsabilità degli anticorpi monoclonali, il nostro Roberto Nappi ha intervistato la dottoressa Marta Allena del Centro Cefalee del Mondino di Pavia, che ci parla appunto delle nuove opzioni terapeutiche nella profilassi delle cefalee.
Speriamo che questa emergenza (e i grossi costi economici ad essa correlata) non facciano slittare troppo la procedura di rimborsabilità dei 3 anticorpi, perché se di cefalea non si muore, neppure si vive bene: ve l’assicuro! Ma voi già lo sapete. Senza la rimborsabilità, l’esperienza clinica di ciascun centro sarà molto limitata, rendendo pertanto difficile il prendere la debita dimestichezza con questi farmaci, anche al fine di realizzare gli auspicati studi ‘real life’ di cui si fa cenno nel testo.

A proposito di vivere male con la cefalea, una delle condizioni maggiormente disabilitanti e un po’ neglette nell’emicranie è l’aura. Si tratta di una condizione che spesso viene un po’ trascurata, si riserva sempre poco tempo ad essa nell’anamnesi e non si indaga quasi mai come essa venga vissuta dai pazienti. Io lo chiedo e la risposta può esser sintetizzata in tre parole: “con profonda angoscia”. Abbiamo così pensato di mettere in cantiere una serie di articoli sull’aura con il dottor Michele Viana che negli ultimi anni si è distinto per una serie di lavori clinici sull’argomento, riportandolo al centro dell’attenzione clinica e dandogli la giusta importanza. Il primo degli articoli, quello presentato in questo numero, è quello più introduttivo, seguiranno negli altri gli approfondimenti.

Infine, per la nostra attesissima rubrica, “la Cefalea in cucina”, procediamo in questo viaggio molto eterogeneo che spazia tra il dolore ed i fornelli. Dopo le esperienze culinarie di 2 pazienti un po’ speciali, passiamo ora ad un professionista della cucina, che ci racconterà di una esperienza inattesa ed atipica.

Si tratta dello chef Luca Barbieri, non un semplice chef ma un ricercatore che, anziché un laboratorio, ha a disposizione le sconfinate cucine degli Spedali Civili di Brescia. Lo chef Barbieri non si è accontentato come gli altri di far da mangiare ai pazienti, no, lui ha studiato tutte le linee guida nutrizionali delle varie patologie (da cui il termine “cucina lineare”, cioè che rispetta le linee guida) per fornire a ciascun paziente il pasto giusto. Insomma, un’eccellenza italiana ai fornelli, sconosciuto ai più, ma notissimo nel settore. Negli ultimi tempi, complice la nostra amicizia, ha iniziato ad occuparsi anche dell’emicrania.

Come sempre, spero che gli argomenti siano di vostro gradimento. Buona lettura e fateci conoscere i vostri commenti.

Dott. Cherubino Di Lorenzo
Direttore Scientifico Cefalee Today