Blog

L'aura emicranica

L’emicrania è la terza malattia più frequente al mondo e l’aura emicranica colpisce un terzo degli emicranici – è pertanto una condizione molto comune (si stima che una persona su 10 ne abbia esperienza almeno una volta nella vita). L’aura è un disturbo neurologico transitorio che di solito precede o accompagna (prevalentemente nella fase iniziale) gli attacchi di emicrania, che in tal caso vengono definiti “emicrania con aura”. Più raramente, in alcuni pazienti, l’aura può venire anche senza emicrania (in questo caso si parla di aura senza cefalea).

DURATA. L’aura di solito dura dai 5 ai 60 minuti e compare e scompare in modo graduale, progressivo. Non è comunque infrequente che l’aura possa durare più di un’ora, come ho dimostrato in un mio recente studio, mentre è molto raro che si spinga oltre le 4 ore.

SINTOMI L’aura può essere caratterizzata da diversi sintomi, che possono insorgere insieme o in successione tra loro. I sintomi più frequenti sono i disturbi visivi, sensoriali e i disturbi del linguaggio. Nell’immagine, ho riportato la frequenza di incidenza di questi 3 sintomi nelle aure descritte dai pazienti che hanno partecipato ad un mio studio. Vedete che i disturbi VISIVI sono i sintomi più frequenti (98% delle aure), seguono quelli SENSORIALI (32%) e i disturbi del LINGUAGGIO (11% delle aure).

 

DISTURBI VISIVI: Quali possono comporre un’aura?

Su questo tema ho recentemente pubblicato una revisione sistematica della letteratura scientifica proprio con lo scopo raccogliere e per la prima volta stilare una LISTA UFFICIALE, di tutti i sintomi visivi possibili nell’aura emicranica. Trovo che questa lista sia di estrema importanza anche perché la stessa classificazione internazionale delle cefalee (ICHD-III) né è sprovvista e include solo la descrizione di 4 disturbi visivi dell’aura, veramente poco, considerando ciò che leggerete tra poco.
Ecco la lista definitiva di quelli che ho chiamato DISTURBI VISIVI ELEMENTARI (DVE) dell’aura:

1. LUCE ABBAGLIANTE
2. VISIONE OFFUSCATA O ANNEBBIATA
3. LINEE A ZIG-ZAG
4. SCOTOMA (unica grande zona cieca nel campo visivo)
5. SCOTOMATA (multiple zone cieche nel campo visivo)
6. FOSFENI (puntini luminosi/stelline)
7. PUNTI o CERCHI BIANCHI
8. PUNTI o CERCHI COLORATI
9. LINEE COLORATE
10. FORME GEOMETRICHE
11. VEDERE ATTRAVERSO VAMPATE DI ARIA CALDA, ACQUA INCRESPATA o ALTRI LIQUIDI (olio,...)
12. VISUAL SNOW: puntini (solitamente grigio/nero e bianchi) intermittenti. L’immagine è simile a quella del vecchio televisore quando non era sintonizzato sul canale 13. FIGURA A “C” o a SEMILUNA
14. EMIANOPSIA (metà del campo visivo non è visibile)
15. METAMORFOPSIA (gli oggetti appaiono distorti, ad esempio linee rette diventano curve)
16. VISIONE A TUNNEL o A CANNOCCHIALE (si oscura la parte periferica del campo visivo)
17. OSCILLOPSIA (le immagini vibrano/oscillano)
18. VISIONE A MOSAICO (le immagini risultano suddivise in quadratini come in un mosaico)
19. VISIONE FRATTURATA (le immagini risultano spezzate in elementi difformi come in uno specchio rotto)
20. EFFETTO CORONA (vedere una linea di contorno agli oggetti) 21. ANOPIA (completa mancanza di visione)
22. MICROPSIA (gli oggetti appaiono più piccoli o più lontani di quello che in realtà sono)
23. MACROPSIA (gli oggetti appaiono più grossi o più lontani di quello che in realtà sono)
24. EFFETTO “NEGATIVO” (i colori vengono stravolti come quando si guarda un negativo di una pellicola)
25. ALLUCINAZIONI COMPLESSE (comparsa di qualsiasi immagine riconoscibile come visi, persone, paesaggi, vedute panoramiche, animali, oggetti inanimati, cartoni animati, ecc)

DUE PRECISAZIONI:

  • Tenete presente che ho estratto e suddiviso i SINGOLI DISTURBI VISIVI ELEMENTARI: questi possono frequentemente associarsi (presentarsi contemporaneamente) in una singola aura (ad esempio lo scotoma, la luce abbagliante e la linea a zigzag – ma come queste possono formarsi centinaia di altre associazioni…).
  • Attenzione, questi sintomi elencati non sono patognomonici di aura emicranica – ovvero, non sono specifici al 100% di aura, ma possono presentarsi in caso anche di altre patologie. Ovviamente, alcuni si prestano di più altri di meno… Ad esempio, la linea a zigzag è molto specifica dell’aura, mentre l’anopia molto meno. È sempre la raccolta della storia clinica fatta da un esperto che consente di porre una diagnosi attendibile (…e su disturbi transitori del sistema nervoso centrale è sempre bene avere la massima certezza di diagnosi, QUINDI NO ALL’”AUTO-DIAGNOSI”, ATTENZIONE!).

 

COME SI COMPORTANO QUESTI DISTURBI NEL CAMPO VISIVO?

Come detto, in un episodio d’aura possono comparire uno o più dei disturbi visivi che sopra ho descritto. Solitamente sono da 1 a 4 in un’aura. Possono avere comportamenti diversi: possono coinvolgere tutto il campo visivo, solo metà od una piccola parte (ognuno può prendersi una parte diversa). La cosa molto tipica è che questi disturbi visivi una volta che si formano, poi si spostano, si ESPANDONO nel campo visivo. Ad esempio, è tipico che si possa formare una piccola macchia cieca nel centro del campo visivo e che tale macchia poi vada ad ingrandirsi e ad espandersi lateralmente, magari acquisendo una forma a zigzag colorata con caratteristiche scintillanti o intermittenti, andando poi a scomparire per una durata complessiva di 30 minuti. Come vedremo dopo, questo comportamento ricalca quello della CSD (Cortical Spreading Depression) che corre sulla corteccia visiva – dando quindi manifestazioni in differenti zone del campo visivo a seconda del tempo dall’inizio dell’aura.

 

DISTURBI SENSORIALI

In un’aura su tre sono presenti anche disturbi sensoriali: di tipo positivo (formicolii, sensazione di aghi spilli) o negativo (intorpidimento o mancanza di sensibilità/anestesia), che si muovono con una lenta marcia dal punto di origine e interessano una parte più grande o più piccola di un lato del corpo e del viso.
I sintomi sensoriali coinvolgono classicamente un lato del corpo. La mano (96% dei casi) e il viso (67%) sono le parti del corpo più spesso colpite, mentre l’arto inferiore (24%) e il tronco (18%) sono meno comunemente coinvolti.

 

DISTURBI DEL LINGUAGGIO

In un 10% delle aure vi sono anche disturbi del linguaggio, che più comunemente sono costituiti da errori di produzione/espressione. Essi vanno dalla totale incapacità ad esprimersi o al reperire alcune parole o ancora più frequentemente nell’omissione, nella sostituzione, nella delezione, o nella trasposizione di fonemi o di parole (parafasie). Gli errori di comprensione si verificano meno frequentemente (38% dei casi).

 

QUALE È LA CAUSA DELL’AURA?

Anche se la ricerca avrà bisogno di un po’ di tempo per chiarire definitivamente la questione sembra ormai assodato da tempo che l’aura sia dovuta alla “Cortical Spreading Depression” (CSD).
La CSD è un’onda di eccitazione seguita da un’attività di depolarizzazione (quindi un po’ come un momentaneo “sbalzo di tensione sulla linea”) sulle cellule nervose (neuroni) della corteccia del cervello (la parte più esterna/superficiale dell’encefalo, dove sono maggiormente presenti i centri di controllo del sistema nervoso). La CSD di solito si forma nella corteccia occipitale – ove risiede l’area visiva (troverete una rappresentazione molto schematica a matita che ho creato a scopo esemplificativo per questo articolo). È quindi proprio per questo che nella quasi totalità delle aure sono presenti, e per primi, i disturbi visivi.

La CSD ha la proprietà di diffondersi (“spreading” significa proprio questo) e lo fa lentamente nella parte superficiale (la corteccia appunto) del cervello. In quella zona del cervello (la parte occipitale, che è posteriore) la CSD avrà un percorso quasi obbligato in direzione anteriore, dove incontrerà – in base alla neuroanatomia – le zone sensoriali e del linguaggio. Capite così perché verranno generati i sintomi di quelle pertinenze (disturbi della sensibilità come formicolii e disturbi del linguaggio come difficoltà ad esprimersi…).
Senza addentrarmi in ulteriori spiegazioni troppo complicate, che richiedono fondamenti di biologia, neuroanatomia, fisiologia e molto altro ci tengo a fornire 4 punti fermi:

  1. questo fenomeno (la CSD e quindi l’aura, nella sua forma normale) non è un disturbo vascolare, ma NEURONALE (dovuto appunto alla CSD). Tale fenomeno deriva da una disfunzione intrinseca delle cellule cerebrali (i neuroni appunto), le arterie non centrano nulla. C’è un correlato vascolare, ma solo perché in zone dove aumenta o diminuisce l’attività cerebrale il flusso sanguineo locale si autoregola di conseguenza (può rispettivamente aumentare o diminuire), ma ciò è fisiologico.
  2. La CSD non è un fenomeno epilettico.
  3. La CSD nelle sue manifestazioni tipiche non danneggia il sistema nervoso centrale.
  4. La CSD è una proprietà intrinseca del cervello del paziente predisposto ad avere attacchi di emicrania con aura, derivante da una sua predisposizione biologica.

 

Dott. Michele Viana
Neurologo,
ricercatore del King’s College di Londra
e collaboratore scientifico del Neurocentro di Lugano

 

BIBLIOGRAFIA

  1. Viana M, Tronvik EA, Do TP, Zecca C, Hougaard A. Clinical features of visual migraine aura: A systematic review. The Journal of Headache and Pain, 2019, 20:64
  2. Viana M, Sances G, Linde M, Nappi G, Khaliq F, Goadsby PJ, Tassorelli C. Prolonged migraine aura: new insights from a prospective diary-aided study. J Headache Pain. 2018; 19(1): 77.
  3. Schankin CJ, Viana M, Goadsby PJ. Persistent and Repetitive Visual Disturbances in Migraine: A Review. Headache. 2017; 57(1): 1-16
  4. Viana M, Sances G, Linde M, Ghiotto N, Guaschino E, Allena M, Terrazzino S, Nappi G, Goadsby PJ, Tassorelli C. Clinical features of migraine aura: Results from a prospective diaryaided study. Cephalalgia. 2017; 37(10): 979-989.
  5. Viana M, Goadsby PJ. Migraine with Aura Phenomenology and Length. US Neurology, 2014;10(2):111–6.

Serva ordinem et ordo servabit te! (Sant’agostino) (conserva l’ordine e l’ordine ti custodirà)

Domenica chiudevo il mio post con questa frase di Sant’Agostino, che ho imparato a conoscere dagli anni 90 grazie alle mie amiche suore benedettine di Sant’Agata sui due Golfi e più passano le ore più penso che sia attualissima. Ho deciso di chiudere tutti i miei ambulatori e di fermare ogni attività di consulenza ambulatoriale e domiciliare. Infatti, nelle ultime 48 ore ho constatato due cose:

  • la prima che le prestazioni da me erogate sono spesso differibili;
  • la seconda, molto più importante, è che ciascuno di noi deve fare la sua parte.

Non ho solo paura per me e per i miei cari, ma se io sto a casa ho rispetto anche per i miei pazienti che non dovranno muoversi. Vedo ancora troppa poca consapevolezza del rischio e del grave problema infettivo, che potrebbe a breve colpirci.
Da professionista impegnato da anni sul campo noto distacco e senso di eccessiva sicurezza, quasi presunzione, da parte di molte persone. Allora ho pensato che c’è bisogno di un segnale forte, di scelte corresponsabili, solidali non avare!

Da questa situazione possiamo uscirne vittoriosi, se riusciamo ad avere da subito comportamenti collettivi corretti, ma se ognuno pensa al proprio orticello o attende decisioni che piovano dall’alto o peggio ancora sottovaluta il problema, i danni saranno enormi e la sconfitta collettiva certa.

Adesso tocca a noi, ad ognuno di noi, senza pensare che il problema è lontano o di altri, tocca a noi essere corresponsabili, perdere qualcosa oggi per poterlo riavere domani. Il coronavirus, qui in Campania, possiamo ancora fermarlo in tempo, bisogna fermare il contagio e per farlo bisogna stare a casa e limitare completamente i contatti fra gli individui, in poche settimane sarà solo un ricordo; diversamente, ci vorrà molto più tempo e non sappiamo se il prezzo da pagare sarà basso.

Questa è una grande opportunità per un popolo, quello campano, e per un Paese, l’Italia, di dimostrare pienamente la saggezza che ci appartiene, che ci ha fatto nella Storia invidiare da tutti gli altri popoli, che ci ha fatto dominare il mondo con la nostra cultura e le nostre arti. Questo è il tempo della prova, ma anche della responsabilità, è il tempo in cui uno vale due, cento mille, è il tempo del Noi tutti insieme ce la faremo!

Dr. Biagio Ciccone
Neurofisiopatologo Saviano (NA)
10 marzo 2020

Cluster Headache Day 2020

21 marzo - Giornata della Cefalea a Grappolo #ClusterHeadacheDay

Servono in genere 5 anni ad un paziente con cefalea a grappolo per avere una diagnosi corretta. I professionisti in ambito salute hanno una scarsa conoscenza della cefalea a grappolo, delle sue cause e dei trigger. Non è facile per un paziente avere accesso ai trattamenti appropriati.

Scopri la sfida sul sito Al.Ce. Cluster

Editoriale - Cefalee Today n.121

Eccoci a presentare il numero di gennaio del nostro rotocalco. Gennaio è sempre un mese un po’ speciale perché è il primo mese dell’anno, ma quest’anno lo è di più perché inizia un nuovo decennio e non sarà un decennio qualsiasi per tutti noi. Siamo prossimi, infatti, ad una serie di rivoluzioni e cambiamenti nel percorso di cura delle cefalee. Inizierei parlando dei farmaci ed alla prossima commercializzazione e rimborsabilità degli anticorpi monoclonali che, assieme ai gepanti e ai ditani (nuove famiglie di farmaci sintomatici), offriranno nuove strategie terapeutiche, sempre più selettive e mirate ai meccanismi fisiopatologici alla base dell’emicrania e della cefalea a grappolo.

Inoltre, questo potrebbe essere finalmente il decennio dell’inserimento della cefalea cronica nei LEA (livelli essenziali di assistenza), con ulteriori benefici per i pazienti. Ma sta cambiando sempre più anche il rapporto tra medici e pazienti, una sfida che ambo le parti devono raccogliere. Deve finire la medicina paternalistica che poneva il medico su di un piedistallo, ma di contro il paziente sarà sempre più responsabile della condivisione delle scelte terapeutiche, assumendosene anche i rischi. Si chiama “patient engagement” ed è l’evoluzione virtuosa di quella distorsione a cui si è assistito negli ultimi anni a causa del “fai-da-te” supportato dal cosiddetto “dr. Google”. I tempi cambiano, cambiano i ruolo e le professioni, è giusto essere al passo con tutto ciò. Il dottor Paolo Bacchi approfondisce il tema nell’intervista con il nostro Roberto Nappi, soffermandosi anche sull’evoluzione della consapevolezza che gli ambienti di lavoro debbano essere luoghi salutari.

Ma c’è un’altra cosa che sta ancora cambiando nel mondo della neurologia: 10 anni fa era fantascienza, oggi è una solida realtà. Si tratta del cosiddetto “asse intestino-cervello”, quello strano e in parte sconosciuto legame che unisce il nostro tratto digerente nella sua interezza con il funzionamento del cervello, fino ad indurre il reciproco sviluppo o peggioramento di alcune patologie. Nell’articolo, a firma di Di Stefano e Pucci, si inizia a parlare di questo argomento, affrontando il legame tra emicrania e stomaco, con dei risultati a dir poco sbalorditivi.

Infine, prosegue la nostra apprezzatissima rubrica, “la Cefalea in cucina”, il cui successo veramente mi riempie di gioia. Oggi abbiamo il contributo di un’altra paziente “speciale”, mammalara, al secolo Lara Merighi, che ha trasformato tutto il suo dolore di cefalalgica cronica farmacoresistente in panettoni artigianali e cappellacci. Ha, insomma, sublimato e transustanziato il dolore in alimento per il corpo e per l’anima, strumento forte di coesione di un nucleo affettivo altrimenti disgregato, perché si sa che se sta male la mamma sta male la famiglia! E mammalara è davvero la mamma di tutti e tutti assieme ci tiene, anche grazie alle sue ricette. Lara, ti vogliamo bene anche noi tutti.

Come sempre, spero che gli argomenti siano di vostro gradimento. Buona lettura e fateci i vostri commenti.

Dott. Cherubino Di Lorenzo
Direttore Scientifico Cefalee Today

Emicrania e dispepsia: una frequente associazione

È molto frequente nella pratica clinica osservare l’insorgenza di emicrania in fase post-prandiale, ma se tale condizione si presenti con maggiore frequenza in pazienti con dispepsia funzionale, una condizione annoverata tra i disturbi dell’interazione cervellointestino, non associata a lesioni rilevabili con indagini endoscopiche o morfologiche, rappresenta un argomento a tutt’oggi controverso. Secondo la classificazione di Roma IV di tali disturbi, è possibile osservare due sottogruppi di pazienti con dispepsia funzionale:

  • il primo, molto più numeroso potendo rappresentare dalla metà ai 4/5 dei pazienti, è caratterizzato dall’insorgenza di ripienezza e sazietà precoce in fase postprandiale ed è definito sindrome da distress postprandiale;
  • il secondo, generalmente più esiguo, definito sindrome da dolore epigastrico, è caratterizzato dall’insorgenza di dolore, in assenza di particolari rapporti con l’assunzione di cibo.
  • Abbiamo recentemente dimostrato che l’emicrania, valutata in ambiente clinico neurologico, è presente in oltre la metà dei pazienti con sindrome da dolore epigastrico e non presenta chiari rapporti con l’assunzione del pasto. Al contrario, nel sottogruppo con sindrome da distress postprandiale, fino a 3/4 dei pazienti soffrono di emicrania ed in quasi 9 su 10 la sua insorgenza è correlata all’assunzione del pasto. Infine, la severità dell’emicrania in pazienti con sintomi dispeptici postprandiali appare significativamente ed inversamente correlata sia alla soglia di discomfort, misurata a livello gastrico mediante distensione meccanica del viscere, sia alla severità della sintomatologia dispeptica.
    Pertanto, non è ancora possibile definire con chiarezza il meccanismo fisiopatologico responsabile dell’insorgenza di emicrania in pazienti con dispepsia funzionale classificabili nel sottogruppo sindrome da dolore epigastrico. Al contrario, per quanto concerne il sottogruppo con sindrome da distress postprandiale, è evidente come meccanismi responsabili di una alterata modulazione delle soglie di sensibilità a livello viscerale possano correlare con alterazioni della secrezione di neuropeptidi implicati nella genesi dell’emicrania, quali ad esempio il calcitonin-gene related peptide, in grado di riverberare gli effetti anche a livello periferico sui pathway sensorimotori gastrointestinali.

    Dott. Michele Di Stefano
    Medicina Interna 1, Fondazione IRCCS Policlinico S.Matteo, Università di Pavia

    Dott. Ennio Pucci
    Dipartimento Scienze del Sistema Nervoso e del Comportamento, Università di Pavia

Rapporto medico-paziente e salute degli ambienti di lavoro: in quale direzione si sta andando

Dott. Bacchi, com’è cambiato oggi il rapporto medico-paziente rispetto al passato?

Dagli esordi della pratica della medicina è presente una riflessione sulla natura e sui processi culturali e biologici che portano a confrontarsi con la realtà costituita da medicopaziente. È necessario implementare la centralità del paziente nell’ambito del processo di prevenzione, diagnosi e cura. Si tratta di un fenomeno che se da una parte caratterizza la medicina moderna e getta le basi per una differente mentalità verso i temi della salute e del benessere, dall’altra rischia di alterare lo storico rapporto medico-paziente. Il medico deve continuare a rappresentare il riferimento per la gestione di salute e benessere, anche se i cittadini avvertono forte l’esigenza di approfondire in autonomia i temi legati alla salute e di confrontarsi con chi ha attraversato la medesima esperienza di malattia e di cura.

 

Sempre più pazienti, infatti, esigono un rapporto per così dire paritario: vanno assecondati oppure no?

Quasi sempre in passato il paziente subiva passivamente le decisioni che i medici prendevano per lui. Qualche volta, nella migliore delle ipotesi, i curanti consultavano i parenti stretti del malato, ma più in generale si tendeva ad escluderlo dalle riflessioni intorno alla sua malattia, nella convinzione di evitargli un turbamento che avrebbe potuto comprometterne il recupero.
Oggi, invece, è sempre più consolidato il patient engagement cioè il coinvolgimento del paziente, che attivamente partecipa a tutto ciò che riguarda il suo percorso di prevenzione, diagnosi e cura. Quest’ultimo concetto è quello da implementare ed adottare sempre nel rispetto dei ruoli.

 

Un ruolo fondamentale in questa evoluzione è rappresentato da Internet, dove si trovano informazioni di ogni tipo. Come educare il paziente a farne un uso responsabile?

Il cittadino attualmente è sempre più consapevole, interessato e autonomo nella ricerca di informazioni che riguardano la sua salute. Sempre più spesso il paziente giunge al medico dopo essersi informato (o parzialmente informato se non disinformato) tramite Internet ed in alcuni casi suggerisce al medico la terapia o gli accertamenti da eseguire. Il medico a cui il paziente si rivolge deve essere capace di spiegare, con garbo, che non bisogna prendere per “oro colato” tutto ciò che si trova sul web. Gli interessi commerciali, a volte, portano alla diffusione di “fake news”, cosa ancor più grave quando c’è di mezzo la salute.

 

La tendenza ad una medicina sempre più condivisa aumenta o riduce il rischio di ricorrere alla medicina cosiddetta difensiva da parte del medico?

La Commissione parlamentare d’inchiesta sugli errori sanitari ha stimato in 10 miliardi di euro annui i costi della medicina difensiva attiva, vale a dire il costo di quelle prestazioni inutili (quando non dannose) che i medici prescrivono solamente per sventare o ridurre il rischio di un contenzioso legale con il paziente e i suoi familiari. È una realtà nota e può accadere che i medici prescrivano farmaci o esami soltanto per “tenere buoni” pazienti troppo ansiosi o, addirittura, per tutelarsi da possibili azioni giudiziarie.
Il paziente vuole essere protagonista del suo decision making, ma deve essere il medico a fargli da guida, ad orientarlo e supportarlo nella comprensione della diagnosi e nella gestione attiva e consapevole del percorso terapeutico. Il patient engagement agevola il passaggio da cittadino utente a cittadino protagonista ed asseconda l’evoluzione del concetto di salute già ratificato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Dal 1946 l’OMS non definisce più la “salute” come “semplice assenza di patologie organiche”, ma privilegia il concetto di “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale”.
In definitiva, se la medicina condivisa non è attuata nel pieno, consapevole e rigoroso rispetto dei ruoli, il reale rischio dell’aumento della iper tutela da parte del medico (appunto la medicina difensiva) è sempre più incombente.

 

Nella sua personale esperienza di medico del lavoro, come ha visto cambiare la consapevolezza sull’importanza di lavorare in salute in un ambiente salutare?

Aumentare la consapevolezza dei Datori di Lavoro e dei Lavoratori sull’importanza della realizzazione della gestione e organizzazione della Sicurezza Aziendale è imprescindibile, in quanto salute e benessere sono essenziali per lo sviluppo economico e sociale, quindi anche dell’azienda stessa. I Datori di Lavoro possono contribuire in maniera determinante allo sviluppo di programmi ed attività intergenerazionali che promuovono la salute di giovani ed anziani. Per quanto concerne i giovani, i suddetti programmi possono includere da un lato attività educative finalizzate alla promozione di un sano stile di vita, anche con il coinvolgimento delle organizzazioni associative, dall’altro l’attivazione di programmi formativi di alfabetizzazione sanitaria. Per quanto concerne i lavoratori a termine carriera, le iniziative volte alla tutela della salute sul luogo di lavoro consentono di apportare benefici sia alla loro salute del singolo sia alla loro qualità della vita.

 

E il lavoratore? È consapevole dell’importanza di lavorare in un ambiente sano e confortevole?

Sicuramente, negli ultimi anni l’attenzione dei lavoratori è aumentata anche per merito dei media. Ma quanto siamo disposti a contribuire al mantenimento della nostra salute in azienda? Probabilmente non quanto dovremmo. Trascorriamo almeno 8 ore della nostra giornata in un luogo diverso dalla nostra abitazione, ma non per questo meno importante. In azienda trascorriamo un terzo della nostra quotidianità.
Non è però infrequente verificare, da parte di lavoratori, pretese (del tutto legittime) di lavorare in un ambiente che non crei nocumento alla salute. Quante volte siamo (giustamente) incaricati di controlli in merito alla quantificazione di una eventuale polverosità di un ambiente, alla presenza di polveri sottili o comunque di inquinanti areodispers ma... quante volte cerchiamo di spiegare che, ad esempio, il fumo di sigaretta possa risultare più dannoso del PM10 o comunque che l’effetto sinergico possa essere deleterio? Quante volte non smettiamo di abusare di alcool o sostanze psicotrope, ma chiediamo attenzione sulla presenza di possibili inquinanti? Come se i nostri comportamenti extralavorativi non incidessero sulla nostra salute...

 

Qualcosa sta cambiando?

Fortunatamente sì. Questi comportamenti incoerenti, se così si può dire, sono sempre più appannaggio di una quota residuale di lavoratori. La maggioranza, infatti, ha ormai acquisito consapevolezza che l’ambiente (in senso lato, non solamente quindi quello lavorativo) è un “mondo” nel quale siamo costantemente immersi, un mondo che non solo ci circonda, ma ci appartiene. La salute di tutti, e quindi anche la nostra, oltre a farci vivere meglio, può efficacemente contribuire all’incremento della produttività, a rendere più efficiente la forza lavoro, ad un invecchiamento più sano e ad una riduzione delle spese per malattia e indennità. La salute ed il benessere della popolazione lavorativa possono essere raggiunti, con maggiore efficacia, se tutto il management aziendale lavora per indirizzare tutti i determinanti sociali ed individuali alla salute. Una buona salute, dunque, può addirittura sostenere la ripresa economica e lo sviluppo.
La Salute non è un astratto concetto. Deve anche essere un modo di vivere, il nostro.

 

Intervista a cura di Roberto Nappi

Come accedere al Forum Cefalea con un solo click

Alcuni utenti del portale Cefelea.it vorrebbero accedere alla pagina dedicata al Forum in maniera più rapido. Di seguito offriamo una soluzione semplice e veloce per creare un collegamento nella schermata del proprio smartphone. I passaggi sono molto semplici e richiedono pochi secondi.

PER TELEFONI E TABLET ANDROID

  1. Aprire Chrome e raggiungere la pagina del forum - https://www.cefalea.it/sezione-pazienti/forum.html
  2. Cliccare sui tre pallini in alto a destra
  3. Cliccare sulla voce “Aggiungi alla schermata Home”
  4. Facendo scorrere le schermate dove abitualmente trovate le vostre applicazioni proferite potrete vedere una nuova icona che rimanda al forum cefalea

In questo modo basterà cliccare sull’icona per ritrovarsi istantaneamente sulla pagina del forum

PER TELEFONI E TABLET APPLE

  1. Aprire Safari e raggiungere la pagina del forum - https://www.cefalea.it/sezione-pazienti/forum.html
  2. Cliccare sul tasto condivisione (l’icona con il quadratino e la freccia verso l’alto)
  3. Far scorrere il menu fino a trovare la voce “Aggiungi a Home”
  4. Cliccare “Aggiungi”

Anche in questo caso apparirà una nuova icona dedicata al forum e basterà un click per arrivare sulla pagina selezionata

Auguri di Buone Feste!

Buon Natale e Felice Anno Nuovo dalla Fondazione CIRNA Onlus, Alleanza Cefalalgici e tutto lo staff di www.cefalea.it

Nuovo numero di Confinia Cephalalgica et Neurologica 3/2019

Il nuovo numero 3/2019 della rivista è disponibile ora a questo link https://mattiolihealth.com/e-online-confinia-cephalalgica-et-neurologica-3-2019/.

SOMMARIO

EDITORIALE

La medicina neurologica tra passato e futuro – Roberto Fogari

DALLA RICERCA

Empatia e alessitimia nei disturbi dello spettro dell’autismo in età evolutiva: studio caso-controllo – Martina Maria Mensi, Caterina Cerati, Marika Orlandi, Chiara Rogantini, Franca Rosa Guerini, Elisabetta Bolognesi, Valentina Martinelli, Matteo Alessio Chiappedi

Prevenção de comportamentos de consumo de álcool e tabaco em adolescentes: Estudo Longitudinal “Independências” – Francisco Ferreira, Cecília Soares, Leandro Fabião, Sónia Brito-Costa, Juan José Maldonado Briegas

Syncope in migraine – Juan Idiaquez, Ricardo Fadic

Anastatica. Articoli da non dimenticare

COLOMBO 2000. Metafora di un viaggio - Romeo Lucioni, Ida Basso

Aure visive nella pittura metafisica di Giorgio De Chirico - Giuseppe Nappi, Cristiano Termine; Ubaldo Nicola, Klaus Podoll; Gloria Porcella

RUBRICHE

Associazione per pazienti

La cefalea: un problema universal – María de Lourdes Figuerola

Convegni e simposi

Quando la salute parla italiano - Giorgio Sandrini, Cristina Tassorelli, Vincenzo Guidetti, Franco Lucchese, Giuseppe Nappi

Dalla letteratura internazionale

Abstract di interesse cefalalgico – Marta Allena, Eliana Antonaci, Noemi Faedda, Giulia Natalucci (a cura di)

Recensione

Sulla cresta dell’onda - Rossella Nappi

In Memoriam

Ricordo di Giorgio Kauchtschischvili (1923-1975) – Giorgio Bono

Ricordo di Antonio Arrigo (1929-1990) - Arrigo Moglia

In ricordo di Massimo Musicco - Carla Pettenati (Carlina), Tomaso Musicco (Tom)

“Innovazione nel governo clinico del paziente affetto da cefalea” Palermo, 14 dicembre 2019

“Innovazione nel governo clinico del paziente affetto da cefalea” con questo titolo sabato 14 dicembre scorso si è svolto il convegno a Palermo nello splendido e confortevole Camplus di via dei Benedettini. “Innovazione nel governo clinico del paziente affetto da cefalea” con questo titolo sabato 14 dicembre scorso si è svolto il convegno a Palermo nello splendido e confortevole Camplus di via dei Benedettini.

L’organizzazione impeccabile affidata al professore Filippo Brighina ed al professore Mario Zappia ha fornito l’occasione per fare il punto sulle novità terapeutiche nella cura delle cefalee e dell’emicrania che fanno capo agli anticorpi monoclonali.

La giornata che ha visto anche l’intervento di personalità di spicco come il Prof. G. Tedeschi presidente della Società Italiana di Neurologia (SIN) ed il Prof. Pierangelo Geppetti, presidente della Società Italiana per lo Studio delle Cefalee (SISC), ha affrontatoa 360 gradi gli aspetti più peculiari delle emicranie con particolare focus sui bisogni del paziente e sulle necessità non ancora soddisfatte. Così, epidemiologia, disabilità, impatto socio-economico e nuove speranze terapeutiche sono state esplorate, fornendo anche i primi risultati sul territorio siciliano dell’impiego dei nuovi farmaci di profilassi. Infine, la problematica gestionale maggiormente rilevante, pertinente la governance clinica del paziente cefalalgico nel contesto della sostenibilità economica, è stata affrontata anche con un’ampia e ben articolata tavola rotonda. Qui, sotto la guida di un giornalista esperto in tematiche sanitarie, si sono confrontati tutti gli attori in gioco: pazienti, medici, politici e farmacisti. In questo contesto è stato bello anche vedere l’attiva partecipazione delle Istituzioni regionali, magistralmente rappresentate dalla Dott.ssa Di Liberti, che è intervenuta personalmente rispondendo alle domande del giornalista ed ai quesiti provenienti dalla platea contribuendo a sostenere una discussione, a tratti anche accesa, ma estremamente vivace ed interessante.

Ma da paziente ormai “conclamato” e navigato ho avuto il piacere di vedere inserito nel contesto delle varie sessioni scientifiche un intervento totalmente dedicato ai pazienti affidato alla parola e alla esperienza di Lara Merighi, referente laico nazionale dell’associazione Alleanza Cefalalgici, che ha realmente rotto gli schemi aulici del convegno facendo comprendere con parole fruibili il disagio di chi soffre di cefalea e/o emicrania, comunicando anche lo stato dell’arte sul riconoscimento della cefalea come malattia sociale.

Parlare di dolore e di dignità nel paziente che soffre di “mal di testa” non è facile, soprattutto se ci rivolge a quella platea di persone che fortunatamente non soffre di questi problemi e ai quali deve arrivare il messaggio che questa non è un patologia immaginaria o di serie “B”.

Questo concetto, grazie alla nostra Associazione Alleanza Cefalalgici, sta diventando la mission principale e avvalendosidei diversi referenti sparsi nel territorio nazionale si sta cercando di divulgare il concetto che “curarsi bene è curarsi meglio” intendendo che non bisogna affidarsi al fai da te, ma rivolgersi agli specialisti.

La tavola rotonda ha concluso il convegno con gli interventi dei vari esperti nell’ambito clinico, organizzativo, sanitario e sociale.

Questa ultima sessione ha dato spunto ad un dibattitto abbastanza acceso dove si sono confrontati esperti in medicina specialistica e del territorio, farmacia, rappresentanti autorevoli della Amministrazione Regionale e naturalmente anche noi pazienti.

La Notizia più importante è stata quella relativa alla recente attivazione di un tavolo tecnico presso l’Assessorato alla Salute della Regione Siciliana dove si lavoreràalla creazione del primo PDTA (PERCORSO DIAGNOSTICO TERAPEUTICO ASSISTENZIALE) in Sicilia dedicato a chi soffre di cefalea.
Speriamo quindi che nel giardino delle speranze possa fiorire un fiore chiamato certezza e che iniziative come queste aiutino sempre di più coloro che soffrono di cefalea in attesa di risposte dalla scienza e dalla politica.

Carmelo Buono
Referente Al.Ce. - Regione Sicilia

Rassegna Stampa 2019

Cefalea malattia sociale, in Sicilia ne soffrono più di 500 mila persone
insanitas.it - 17 Dicembre 2019

Emicrania, le donne ne soffrono quattro volte di più degli uomini, ma si curano molto di meno
liberoquotidiano.it - 16 Dicembre 2019

Salute, la prevenzione per combattere l'emicrania
Il sole 24 ore - 12 Dicembre 2019

L’emicrania è rosa, donne sono l’80% dei pazienti
ildubbio.news - 12 Dicembre 2019

Emicrania per 7 milioni d’italiani, una patologia sotto-diagnosticata
LiberoQuotidiano.it - 26 Novembre 2019

Iniezioni di anticorpi contro il mal di testa. Terapia rivoluzionaria da 700 euro al mese
Provincia Pavese - 12 Novembre 2019
Articolo apparso anche su Il Piccolo, Il Secolo XIX, La Nuova Ferrara, La Nuova, di Venezia e Mestre, La Stampa, Messaggero Veneto, La Tribuna di Treviso, Corriere Alpi, Gazzetta di Mantova, Gazzetta di Modena, Gazzetta di Reggio, Il Mattino di Padova

Così vicini, così lontani
Io Donna - 12 Ottobre 2019

L'Emicrania si lancia nella rete
Il Resto del Carlino - 29 Settembre 2019

Emicrania: Novartis presenta i risultati dello studio My Migraine Voice
Affaritaliani.it - 2 Luglio 2019

Emicrania per 6 mln di italiani, ripercussioni su vita e lavoro
Ansa - 1 Luglio 2019

Emicrania, costi per perdita produttività fino a 7,6 mld
Ansa - 1 Luglio 2019

"Vivere con l’emicrania”, Rapporto Censis: ne soffrono 2 italiani su 10. E i pazienti chiedono migliore formazione dei medici
Sanitainformazione.it - 26 Giugno 2019

Emicrania, una patologia al femminile, invalidante eppure ancora sottovalutata. Ricerca del CENSIS
Pharmastar.it - 26 Giugno 2019

Salute: Censis, emicrania 'paralizza' 7 pazienti su 10, 7 anni per diagnosi
La Sicilia - 26 Giugno 2019

Vivere con l'emicrania
Censis - 26 Giugno 2019

Mondino, percorso veloce per le visite neurologiche
La Provincia Pavese - 22 Maggio 2019

Arriva l'invalidità da cefalea. Riguarda 7 milioni di italiani
Ilmessaggero.it - 16 Aprile 2019

Ictus, donne a rischio dopo la menopausa: gli ormoni non le proteggono più
lastampa.it - 15 Aprile 2019

Morto Paolo Rossi, neurologo 51enne: «Schianto in auto sul Gra». Lascia moglie e due figlie
Leggo.it - 12 Aprile 2019

Muore tragicamente il dr. Paolo Rossi, famoso neurologo dell'INI Grottaferrata
ilcaffe.tv - 11 Aprile 2019

Incidente stradale sul Grande Raccordo Anulare uscita Bufalotta: morto il neurologo Paolo Rossi
roma.fanpage.it - 11 Aprile 2019

L'INI di Grottaferrata piange la prematura scomparsa del dottor Paolo Rossi
ilmamilio.it - 11 Aprile 2019

Federica e l'emicrania: "Una luce diventa guerre stellari"
Adnkronos.com - 9 Aprile 2019

Affrontare l'emicrania: Novartis lancia una battaglia culturale
Askanews - Canale YouTube - 8 Aprile 2019

Stanza dell'emicrania e design anti mal di testa in mostra a Milano
Ilmessaggero.it - 8 Aprile 2019

Stanza emicrania e design anti mal di testa in mostra a Milano
Adnkronos.com - 8 Aprile 2019

Emicrania: una malattia invalidante, soprattutto per le donne
Vanityfair.it - 8 Aprile 2019

Calendario della Cefalea 2020

Anche quest'anno ecco arrivare per gli aderenti Al.Ce. 2020 il calendario della cefalea scaricabile dall'apposita area riservata. Il calendario offre sul retro dei mesi il diario della cefalea da compilare come utile strumento per monitorare il proprio mal di testa.

Aderisci ad Al.Ce. per poter scaricare il calendario

Scarica il calendario